Guendalina Urbani

On Times (Paradise) Lost

A cura di Ksenia Lukyanova e Dušan Josip Smodej

Presso Italy Sotheby’s International Realty, Via Gesù 5, Milano

Dal 10 al 21 aprile 2024

Organizzata in occasione della Milano Art Week e della Milano Design Week da OOU Nomadic Gallery e Ksenia Lukyanova in collaborazione con Italy Sotheby’s International Realty, Grabar Gallery e DINODO Studio.

Artisti in mostra: Stefano Cagol, Irène Cattaneo, Alex Cecchetti, Chun, Firouz Farman-Farmaian, Luigi Ghirri, Lucia Di Luciano, Dominic Scharfer, Yulia Virko, Guendalina Urbani

‘On Times (Paradise) Lost’ è una mostra collettiva di arte contemporanea presentata in concomitanza con la Milano Art Week e la Design Week, che riflette su come la sensazione di casa, senza peso ma comunque tangibile, possa manifestarsi nello spazio attraverso l’arte.

Un sondaggio condotto nel 2020 ha mostrato che la maggioranza degli adulti europei (59%) e degli adolescenti (61%) ritiene che loro o qualcuno a loro manca abbia probabilità di incontrare un incidente critico violento, provare autolesionismo o contrarre una malattia contagiosa. I risultati mostrano che la sicurezza sul lavoro, a scuola e nei luoghi pubblici non è più un presupposto sostenuto della maggior parte degli europei. Da allora la situazione non è migliorata con guerre, disastri naturali e crimini violenti che hanno scatenato il caos in tutto il mondo. L’arte come forma di metodologia è ormai all’ordine del giorno in diversi contesti sanitari e terapeutici, dopo essere stata utilizzata come porto sicuro e rifugio nei momenti di stress emotivo nel corso della storia umana. La capacità dell’arte di creare nuova conoscenza è fondamentale nei processi di guarigione, sia a livello individuale che sociale.

La casa è un’idea di luogo che dà un senso di protezione dal danno, un senso di privacy, intimità e appartenenza. È uno spazio in cui si può recuperare, essere se stessi senza tener conto delle opinioni degli altri. Quando essere o avere una casa non è un’opzione, cerchiamo rifugio altrove. I ricordi di tempi vissuti e gli scenari immaginari di tempi che desideriamo diventano spesso un luogo di rifugio in un momento di debolezza. Unica capacità umana di immaginare l’irreale è comunque una delle ragioni della sopravvivenza della nostra specie.

Si può trovare la calma interiore, fare i conti con le circostanze, confidare nell’inevitabile senza perdersi nel tentativo di svelare e adattarsi a una nuova realtà? È possibile trovare il paradiso in se stessi? Risuonando sulle opere di Proust e Milton, questa mostra cerca i momenti, gli spazi del paradiso, dove (quando) ci sentiamo (ci sentivamo) al sicuro, incuranti, amati e, infine, dove saremo perdonati. ‘On Times (Paradise) Lost’ crea uno spazio che apre una linea di pensiero ricordando i nostri tempi perduti e immaginando il nostro paradiso perduto.