Guendalina Urbani

Percezione

2015

Spazio Menexa

A cura di Giovanni Damiani

Chiamata ad interrogarsi sull’essenza dell’arte, Guendalina Urbani espone quattro opere che non lasciano spazio ad alcun dubbio sulla loro interpretazione. Oltre alle varie tematiche storico­sociali che si possono individuare nell’osservazione curatora del suo lavoro, dall’idea di precarietà esistenziale fino ad arrivare ad un più o meno esplicito giudizio nei confronti della società contemporanea, ciò che dobbiamo sopratutto analizzare e mettere in luce approfonditamente di queste opere, è la loro forte espressività. Il titolo “Percezione” infatti sottolinea la capacità del lavoro di Urbani di essere percepito dall’osservatore. E non soltanto in quei termini strettamente tematici che ho suggerito prima, ma sopratutto in termini visivo-tattili. Se il compito di un artista è quello di creare una realtà distinta e parallela alla nostra per veicolare una sua personale manifestazione di pensiero, questa realtà dovrà essere il più possibile riconoscibile come autentica e plausibile, e l’arte antica ci insegna come uno dei mezzi più utili che si offrono all’artista per ottenere questo risultato sono i valori tattili.Similmente le opere di Guendalina Urbani, grazie ad una espressività molto intensa, sono in grado di trasmetterci determinate sensazioni quali quella del dolore nel caso dell’opera “spazzolino”, o del rumore­suono nel caso di “crepa”. Così la realtà personale creata dall’artista di cui parlavamo sopra, diventa più che mai percepita come autentica e vera, perché autentiche e vere, oserei dire reali, sono le sensazioni che proviamo. Ora che l’opera è accettata nella sua concretezza reale, il fruitore comincia a interrogarsi sulle possibili sfumature interpretativo­tematiche. Il lavoro di Guendalina Urbani in definitiva sottolinea come una delle caratteristiche fondamentali che deve possedere l’opera d’arte sia la capacità percettiva.

Giovanni Damiani